AL
COMANDANTE
DELLA
COMPAGNIA
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Va bene. Tante volte abbiamo '' lavato i panni spor-
chi in famiglia '' come dice sempre Lei, e tante volte, Signor Capitano
"la mannaia è caduta feroce e sanguinolenta" su allievi
momentaneamente impantanati in totali annebbiamenti. E allora l'abbiamo
guardata inferociti, ma forse lei era contento perché dimostravamo di non
essere dei bambini, ma uomini che, sotto la Sua guida, si sono formati un
carattere o hanno rinforzato quello che già possedevano. Ma questo è
venuto dopo quando, ormai investiti delle nostre responsabilità, tante
volte ci siamo lasciati andare . Ma non dimenticheremo il tratto cortese
con cui ci ha accolti, la battuta pronta, la cordialità e la signorilità
di modi con cui Lei non solo si è presentato ma che hanno sempre
contraddistinto il Suo modo di fare verso di noi. Il fatto stesso che il
rapporto fosse una coda numerosa di allievi testimonia la Sua umanità e
la Sua leale e costante disposizione nei nostri confronti che non è altro
poi, se non genuino senso del dovere. Molti, senza che nessuno ne facesse
pubblica menzione, sono stati aiutati da Lei e nessuno che fosse in grado
di dimostrare di avere orgoglio e amor proprio si è mai visto privare di
una mano o di un aiuto. E allora il nostro rapporto con Lei non era più
quello di subordinazione ma diventava quello di amicizia. E siamo inclini
a pensare che in fondo anche quando ci riuniva in aula per farci sentire
il peso della sua autorità, in fondo non era proprio completamente ''
inferocito ''. Queste sono cose che capitano non certo a una persona che
come Lei ricorderemo come amico e come compagno, con qualche anno e
qualche stella in più. E l'unico nostro rammarico è quello di non avere
il tempo di sfidarLa al lancio del coltello e, una volta, almeno una volta
sola, avere la soddisfa-zione di batterLa.
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