AL
COMANDANTE
DELLA
COMPAGNIA
Va bene. Tante volte abbiamo '' lavato i panni spor-
chi in famiglia '' come dice sempre Lei, e tante volte, Signor Capitano "la mannaia è caduta feroce e sanguinolenta" su allievi momentaneamente impantanati in totali annebbiamenti. E allora l'abbiamo guardata inferociti, ma forse lei era contento perché dimostravamo di non essere dei bambini, ma uomini che, sotto la Sua guida, si sono formati un carattere o hanno rinforzato quello che già possedevano. Ma questo è venuto dopo quando, ormai investiti delle nostre responsabilità, tante volte ci siamo lasciati andare . Ma non dimenticheremo il tratto cortese con cui ci ha accolti, la battuta pronta, la cordialità e la signorilità di modi con cui Lei non solo si è presentato ma che hanno sempre contraddistinto il Suo modo di fare verso di noi. Il fatto stesso che il rapporto fosse una coda numerosa di allievi testimonia la Sua umanità e la Sua leale e costante disposizione nei nostri confronti che non è altro poi, se non genuino senso del dovere. Molti, senza che nessuno ne facesse pubblica menzione, sono stati aiutati da Lei e nessuno che fosse in grado di dimostrare di avere orgoglio e amor proprio si è mai visto privare di una mano o di un aiuto. E allora il nostro rapporto con Lei non era più quello di subordinazione ma diventava quello di amicizia. E siamo inclini a pensare che in fondo anche quando ci riuniva in aula per farci sentire il peso della sua autorità, in fondo non era proprio completamente '' inferocito ''. Queste sono cose che capitano non certo a una persona che come Lei ricorderemo come amico e come compagno, con qualche anno e qualche stella in più. E l'unico nostro rammarico è quello di non avere il tempo di sfidarLa al lancio del coltello e, una volta, almeno una volta sola, avere la soddisfa-zione di batterLa.
Pagina precedente pagina precedente Torna all'indice del 60° AUC prossima pagina Prossima pagina
ultimo aggiornamento lunedì 19 settembre 2011